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Como, 21 gennaio 2026

Il Comune di Como acquisisce una importante donazione di opere d’arte di Ico Parisi, architetto e designer che ha segnato la storia artistica e culturale di Como del Novecento.
Entrano così a far parte delle collezioni della Pinacoteca civica numerosi pezzi: un dipinto degli anni Quaranta dal titolo Il trionfo dei vizi, un tavolo di design Parisi, 2 eliocopie con progetti architettonici, un album fotografico, un vaso e una carta da pacchi con grafica di Parisi.
Le opere sono state donate da un privato cittadino che ha conosciuto e frequentato personalmente Parisi, stringendo con lui un profondo legame di amicizia.

La Pinacoteca conserva già un cospicuo Fondo di Ico Parisi: si tratta di una collezione di dipinti, oggetti, vetri, ceramiche e arredi provenienti dallo Studio La Ruota, la galleria-laboratorio aperta dai coniugi Parisi a Como nel dopoguerra. Fa parte del Fondo anche l’Archivio Ico Parisi che documenta l’attività dell’artista, da lui donato alle collezioni civiche nel 1995, un anno prima della sua scomparsa. Dopo la morte di Parisi altro materiale riferibile all’Archivio è stato donato alla Pinacoteca dagli eredi. L’Archivio Ico Parisi contiene schede descrittive, schizzi preparatori, immagini fotografiche, lucidi di progettazione e documenti di varia natura prodotti da Ico e Luisa Parisi e dai loro collaboratori durante tutto l’arco della carriera dei due coniugi.

Su questa donazione, che andrà proprio ad arricchire il Fondo della Pinacoteca, si è espressa la Commissione di valutazione delle proposte di donazione di opere d’arte per le collezioni civiche – recentemente costituita, e composta dalla responsabile e curatrice della Pinacoteca, Veronica Vittani con l'esperta di arte contemporanea Francesca Testoni, da Elena Di Raddo, docente di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Bruno Fasola, docente di Storia dell’Arte dell’Accademia di Belle Arti Aldo Galli IED di Como e Lorella Giudici, docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano.
Secondo la Commissione, questa donazione risulta pienamente coerente con l’impianto delle collezioni museali. L’accoglimento integrale di tutti i pezzi proposti si fonda sulla volontà di preservare l’unità del nucleo donato, evitando la dispersione di opere che, non solo possiedono valore artistico, ma testimoniano anche il profondo legame di amicizia tra il donante e l’artista. 
Il dipinto Il trionfo dei vizi, di notevole valenza artistica, è inoltre accompagnato da uno scritto autografo di Parisi che ne spiega il senso e rappresenta, dunque, una straordinaria testimonianza diretta del punto di vista dell’autore.

Questo nuovo lascito, che va ad aggiungersi alle ultime e sempre più numerose donazioni di opere di Bordoli, Badiali, Prina, Radice, Sartoris, Collina e Bernasconi, testimonia la sempre crescente attenzione e affezione verso i musei cittadini, riconosciuti quali istituti di riferimento per la conservazione, la valorizzazione del patrimonio storico artistico e la sua trasmissione alle future generazioni.


“La cura delle proprie radici è fondamentale per costituire una comunità forte e consapevole e i Musei Civici di Como hanno intrapreso un percorso volto a ospitare gli elementi di maggior pregio che rappresentano il nostro passato – afferma Enrico Colombo, assessore alla Cultura del Comune di Como – L’opera di Ico Parisi è un ponte che lega la Como del Razionalismo a quella del Contemporaneo attraversando tutto il secondo dopoguerra e giungendo fino all’alba dei nostri giorni. Anzi, in un certo senso possiamo affermare che una parte dell’opera di Parisi “torna a casa” sua, negli ambienti della Pinacoteca civica, contribuendo così alla crescita del patrimonio artistico comense e alla cura delle radici della nostra comunità.”


‘L’ampliamento delle collezioni rappresenta uno degli obiettivi fondamentali di un museo, soprattutto quando permette di accrescere il patrimonio di opere e, con esso, le possibilità di studio e approfondimento dedicate a un artista del territorio come Ico Parisi, figura chiave del design e dell’architettura italiana del Novecento, di cui la Pinacoteca custodisce già un nucleo significativo – afferma Veronica Vittani, responsabile dei Musei Civici di Como – È un gesto prezioso, che incarna valori fondamentali per la società contemporanea: riconoscere il valore dei beni culturali, affidarsi a chi li custodisce e desiderare di condividerli con tutti. Questa è la vera missione sociale dei musei: creare legami umani che arricchiscono l’intera comunità”.

I pezzi saranno in parte esposti nella sezione Novecento, all’ultimo piano della Pinacoteca civica, mentre i rimanenti documenti verranno custoditi e conservati nei depositi, messi a disposizione per la consultazione degli studiosi e via via valorizzati.
Nel 2022 la Pinacoteca ha organizzato la mostra Universo Parisi. I vetri e le ceramiche di Ico e Luisa Parisi, che ha permesso di recuperare e mostrare al pubblico gli oggetti di design del Fondo, poi esposti permanentemente all’ultimo piano della Pinacoteca.

Biografia di Ico Parisi
Domenico Parisi, chiamato Ico, nasce a Palermo il 23 settembre 1916 da genitori siciliani. Nel 1925 si trasferisce a Como con la famiglia. Nel 1936 si diploma perito edile e svolge un apprendistato presso lo studio Terragni, dove ha l’occasione di conoscere e frequentare importanti personalità dell’architettura e dell’arte comasche. Appassionato di cinema e di fotografia realizza, su richiesta di Terragni, le immagini fotografiche della Casa del Fascio. Congedato dal fronte nel 1943, rientra a Como e riprende l’attività progettuale, occupandosi prevalentemente della realizzazione di arredi, di allestimenti espositivi e di architetture d’interni. Con lui collabora Luisa Aiani, che sposerà nel 1947 e con la quale aprirà lo studio La Ruota, luogo di progettazione ma anche d’arte, di esposizione e di cultura. A partire dagli anni Cinquanta l’attività di Parisi si fa sempre più prolifica sia in ambito architettonico che di design. Disegna arredi, prima in pezzo unico con artigiani brianzoli e, in seguito per la produzione industriale e numerosi oggetti di arte decorativa quali ceramiche e vetri. La fine degli anni Sessanta segna un punto di svolta nella sua ricerca progettuale. Con i Contenitori umani, realizzati in collaborazione con Francesco Somaini, Parisi inizia un nuovo percorso d’indagine volto a definire un’idea utopico-esistenziale del vivere. Il culmine della sua ricerca progettuale ed esistenziale è tra il 1974 e il 1976, con l’Operazione Arcevia, affrontata in modo corale e interdisciplinare e finalizzata alla progettazione di una intera comunità. Da tale esperienza socio-urbanistica, fortemente utopica, derivano le successive ricerche grafiche, tema di innumerevoli mostre collettive e personali. Muore a Como il 19 dicembre 1996.


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Il trionfo dei vizi

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Colombo Enrico

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Pagina aggiornata il 22/01/2026

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