Progetto di prevenzione della violenza di genere dalla preadolescenza all'età adulta.
Progetto cofinanziato da Regione Lombardia, attraverso il Bando “Piccoli progetti per grandi idee” 2010.
Sono stati presentati 15 progetti a livello regionale e finanziati 12: è stato valutato con il punteggio di 145 punti su 155 assegnabili.
Ha ricevuto il massimo cofinanziamento della Regione, pari a 15.000 euro: altrettanti sono a carico degli 8 partner.
Ha ottenuto il patrocinio del Ministro per le Pari Opportunità
Si svolgerà da novembre 201o a giugno 2011.
Soggetto capofila:Soroptimist International, Club di Como
Comune di Como – Assessorato alle Politiche educative e alle pari opportunità
Amministrazione provinciale di Como – Assessorato all’Istruzione
Ufficio Scolastico Territoriale di Como
IPSIA Luigi Ripamonti
Cooperativa AttivaMente
Teatro Sociale di Como – ASLICO
Società Espansione TV srl
Comitato per la promozione dell’imprenditoria femminile di Como
ASF Autolinee
Nel novembre 2007, al convegno “Violenza e abusi sui minori. Le prevenzioni possibili” la dott.ssa Valerie Moretti presentò un primo studio sulla violenza nelle coppie adolescenti. Il tema venne ripreso anche durante gli incontri del Progetto Aurora (2008 e 2009).
Per contrastare e prevenire la violenza di genere, l’Assessorato alle politiche educative e alla pari opportunità ha realizzato tra il 2007 e il 2008 il progetto “E non chiamiamolo amore.” realizzato anche grazie al primo bando regionale “Piccoli progetti per grandi idee”.
Il progetto “Mi aspetto rispetto” prosegue il cammino avviato e prosegue il percorso di formazione e di promozione di azioni per la prevenzione della violenza di genere: coinvolgerà nella prima fase in interventi di formazione e laboratori 500 ragazzi dai 13 ai 18 anni delle scuole di Como insieme ai loro insegnanti e si rivolgerà nella seconda fase all’ intera popolazione della provincia di Como, attraverso una campagna di comunicazione sociale multimediale che sarà ideata dai ragazzi stessi: manifesti, cartoline, spot televisivo. Si potenzierà il percorso di formazione anche attraverso specifici seminari aperti a tutti, due trasmissioni televisive e due spettacoli teatrali dedicati al tema della violenza che saranno rivolti alle scuole di tutta la provincia e diretti anche alle famiglie, agli educatori e all’intera comunità.
Il primo spettacolo “Biancaneve ha le mutande di pizzo” (regia e drammaturgia di Jacopo Boschini) andrà in scena il 15 aprile e sarà preceduto dal seminario “Le relazioni in adolescenza tra amore e cattiveria” al Teatro Sociale.
Il secondo spettacolo sarà ideato e realizzato dagli alunni e dai docenti dell’IPSIA Ripamonti e rappresentato sempre al Teatro Sociale.
Verrà inoltre realizzata una mostra urbana dei lavori (manifesti, cartoline) realizzati dagli studenti e, grazie alla collaborazione con ASF Autolinee la campagna viaggerà anche sugli autobus della nostra provincia.
I dati statistici a nostra disposizione evidenziano che una popolazione compresa tra il 3,7 ed il 20,2% degli adolescenti subisce una forma di violenza. Se il 32% degli adolescenti subisce violenza da parte di altri soggetti, ben il 68% dei casi di abuso (fisico, sessuale, o psicologico) sui ragazzi compresi tra i 16 ed i 19 anni viene perpetrato da un pari o da un partner all’interno della coppia. Le poche ricerche che paragonano le violenze subite da maschi e femmine sembrano evidenziare una maggiore vittimizzazione femminile rispetto a quella maschile, anche se vi sono in letteratura ricerche recenti che evidenziano la stessa incidenza tra i generi.
L’adolescenza è stata definita come una finestra di opportunità per aiutare i ragazzi al raggiungimento di obiettivi di sviluppo, come l’apprendimento dell’autonomia e del controllo, lo spostamento della dipendenza dai genitori ai pari, le prime relazioni amorose. Ciò rende questa fase di crescita particolarmente adatta alla presentazione di progetti educativi volti allo sviluppo di relazioni sane e rispettose e incentrati sulla risoluzione non violenta dei conflitti.
Se la finalità fondamentale della prevenzione è la riduzione della violenza di coppia tra gli adolescenti e la promozione di sani e rispettosi stili relazionali, al fine di ottenere questo obiettivo, i progetti di prevenzione devono incorporare elementi che sostengono la promozione alla salute e la prospettiva ecologica. Questo approccio suggerisce che per prevenire la violenza di genere tra gli adolescenti devono essere tenuti in considerazione i fattori sociali, comportamentali e ambientali, che promuovono e sostengono i comportamenti violenti e abusanti.
Appare cruciale intervenire con progetti di prevenzione mirati a partire dalla preadolescenza: gli studi a nostra disposizione provano che la violenza/abuso sessuale subita nei rapporti di coppia adolescenziali è infatti predittiva di rapporti violenti/abuso sessuale in futuro. I programmi di prevenzione nelle scuole hanno evidenziato dati molto incoraggianti, riportando una diminuzione degli episodi di violenza (subita o imposta) che varia dal 56% al 92%.
Pur non essendovi a oggi, un consenso su cosa costituisca un programma completo di prevenzione, gli approcci che hanno ottenuto maggiori risultati nella riduzione dell’uso della violenza nelle relazioni adolescenziali, contengono molti di questi elementi:
• Sane relazioni tra pari e di coppia;
• Controllo e potere in una relazione;
• Disuguaglianza nella coppia;
• Stereotipi legati al genere e ai ruoli;
• Lettura critica dei messaggi mediatici che presentano modelli violenti e
abusanti;
• La dinamica dell’aggressione e del bullismo;
• Reagire alla pressione dei pari;
• Reagire alla rabbia e alla delusione in modi non violenti.
Il progetto di prevenzione ai comportamenti abusanti nelle relazioni adolescenziali “Mi aspetto rispetto” ha l’obiettivo di presentare l’individuo come entità che si sviluppa e cambia nelle diverse fasi della vita, e le cui diverse dimensioni devono essere tutte opportunamente sviluppate per permettere la sua espressione serena e rispettosa.
Sono state coinvolte 5 scuole secondarie di primo grado di Como, 13 classi terze:
3 classi terze Scuola Marconi (Istituto comprensivo Como Albate).
3 classi terze Scuola Parini (Istituto comprensivo Como Centro Città).
3 classi terze Scuola Virgilio (Istituto comprensivo Como Borghi).
3 classi terze Scuola Fogazzaro (Istituto comprensivo Como Rebbio).
1 classe terza Istituto San Carpoforo
IPSIA Ripamonti
Terza H terza L (corso di comunicazione audiovisiva)
Quinta G (corso grafica)
Il progetto prevede una giornata full immersion (6 ore) per le classi coinvolte che lavoreranno attivamente su tre dimensioni fondamentali: biologica, culturale e relazionale affettiva. L’incontro sarà tenuto da Valerie Moretti, psicopedagogista e formatrice insieme a Jacopo Boschini, teatroterapeuta, presidente della cooperativa AttivaMente.
Il progetto per le classi dell’IPSIA Ripamonti prevede oltre alle giornate di full immersion (22 e 29 novembre) anche laboratori di comunicazione audiovisiva e grafica finalizzati alla realizzazione della campagna di comunicazione sociale e dello spettacolo teatrale (a cura dei professori Edoardo Colombo e Silvio Dessì).
Nel primo blocco di lavoro si presenterà il concetto di sessualità come bene dell’individuo che si basa sul rispetto di sé e dell’altro.
Gli studenti, primi in gruppi divisi per genere, poi misti, approfondiranno le loro conoscenze scientifiche e analizzeranno i miti legati alla sessualità maschile e femminile.
Si rifletterà insieme sul corpo sessuato, sulle sue funzioni: tale competenza è fondamentale per una comprensione di sé, della propria storia e delle proprie relazioni con gli altri, oltre che la comprensione dei fenomeni che accadono attraverso il corpo.
Si focalizza sulla dimensione culturale della sessualità, l’assunzione dei ruoli maschili e femminili e ai fattori che li determinano: biologici, culturali, storici, antropologici e relazionali. La classe rifletterà su concetti base quale i ruoli sociali e il comportamento, i ruoli sessuali e la società, gli stereotipi e i mass media. Si utilizzeranno riviste, canzoni, esempi di spettacoli televisivi per analizzare i messaggi mediatici che influenzano i comportamenti e i modelli.
Si focalizza sulla sessualità umana come esperienza entro cui è possibile esprimere sentimenti, emozioni, affetti. Tutta l’esperienza della persona è accompagnata dalla ricerca di relazioni significative in cui esprimere l’affettività e l’emozionalità. Perché ciò si realizzi, chi è coinvolto nella relazione deve attenersi a delle regole di rispetto comunicativo, affettivo e fisico che garantiranno un rapporto sano, maturo ed emotivamente ricco.
Gli studenti, divisi in gruppi, analizzeranno delle storie abusanti tra adolescenti e utilizzando delle griglie di lettura, valuteranno il comportamento dei protagonisti, le loro emozioni e proporranno dei modelli comportamentali volti a prevenire la forma di abuso.
Il progetto vedrà i ragazzi lavorare sia sul piano puramente cognitivo sia sul piano emotivo, corporeo e relazionale.
Per tale motivo si alterneranno attività che stimolano le diverse aree, con lavori sia di gruppi sia individuali.
Emozioni, sentimenti, stima di sé. Spesso questi temi rappresentano vere e proprie difficoltà nella vita relazionale, difficoltà che a volte possono anche sembrare insormontabili. In realtà è possibile dotarsi di alcuni strumenti che permettono di conoscersi meglio e di potenziare tutti gli aspetti di Sé che si vorrebbero diversi o migliori. Come? Attraverso l'azione teatrale. Il teatro è una delle forme artistiche più antiche di cui l'essere umano si è dotato per analizzare e comprendere la complessità della relazione tra il proprio mondo interiore e la società in cui è calato. Oggi il teatro sembra avere perso tale funzione, ed è considerato principalmente come una forma di intrattenimento. Ma nonostante tutto gli strumenti che questa arte offre sono rimasti estremamente efficaci e possono essere utilizzati per creare un maggiore benessere tanto nella vita quotidiana quanto in quella professionale. Comprendere la ricchezza della propria realtà interiore, migliorare la stima di sé, comunicare in maniera efficace il mondo di emozioni e sentimenti che contraddistingue ogni persona, agire in maniera più sicura e determinata, imparare a definire il giusto potere da concedere agli altri per non sentirsi inibiti o schiacciati in una relazione, ed infine adottare nuove strategie che tendano il più possibile al benessere psicofisico, sono tutte azioni realizzabili attraverso alcune tecniche e alcune metodologie che il teatro ha sviluppato nel corso dei secoli.
Durante gli interventi, in co-docenza con Valerie Moretti, Jacopo Boschini proporrà una serie di giochi teatrali legati alla comprensione della relazione tra mente e corpo. Infatti se è difficile controllare l'influenza che la mente ha sul corpo, è molto più semplice (ed efficace) esercitarsi sul percorso opposto, ovvero l'influenza che il corpo può avere sulla mente. Inoltre tali giochi integreranno e metteranno in pratica le tematiche che Valerie Moretti solleverà ed analizzerà nei momenti di discussione e di rielaborazione di gruppo.
Per ulteriori informazioni, rivolgersi a :
- Assessorato alla Famiglia : tel. 031 252229
- e-mail : ufficiotempi@comune.como.it