Servizio di vigilanza delle unità di offerta sociale

Cosa sono

La L.R. 3/2008 disciplina la rete delle Unità d’Offerta (UDO) sociosanitarie e sociali quali insieme integrato di servizi, prestazioni, anche di sostegno economico, e di strutture territoriali, domiciliari, diurne e residenziali, in grado di fornire un’adeguata risposta al bisogno di assistenza delle persone e delle famiglie (in base all’art. 3, comma 2, soggetti privati possono svolgere attività sociali e assistenziali indipendentemente dal loro inserimento nella rete delle UDO sociali, purché tuttavia rispettino la normativa vigente in materia edilizia, di sicurezza e di igiene e i principi stabiliti dalla citata L.R.).

Le UDO sociali si differenziano per utenza e per tipologia di servizio:

  • Minori
    • Comunità Educative
    • Comunità Familiari
    • Alloggi per l’Autonomia
    • Asili Nido
    • Micro Nidi
    • Centri Prima Infanzia
    • Nidi Famiglia
    • Centri di Aggregazione Giovanile
    • Centri Ricreativi Diurni
  • Disabili
    • Comunità Alloggio
    • Centri Socio Educativi (CSE)
    • Servizio di Formazione all’Autonomia per persone disabili (SFA)
  • Anziani
    • Centri Diurni
    • Alloggio Protetto Anziani
    • Comunità alloggio sociale anziani

 

  •  UDO sperimentali

 

Come accedere alla rete delle UDO sociali

Per accedere alla Rete, le UDO sociali

 

La Comunicazione di Inizio Attività (CPE) delle UDO con sede nel territorio dell’Ambito di Como deve essere presentata dal legale rappresentante dell’ente gestore all’Ufficio di Piano di Como (in quanto delegato dai Comuni dell’Ambito) e inviata per conoscenza all’Ufficio Vigilanza dell’ATS Insubria-sede di Como.

La comunicazione di inizio attività può essere trasmessa all’Ufficio di Piano:

 

La comunicazione di inizio attività è necessaria nei seguenti casi:

  • apertura di nuova UDO;
  • variazione della capacità ricettiva dell’UDO;
  • trasformazione di UDO esistenti;
  • trasferimento in altra sede di UDO esistenti;
  • cambiamento del soggetto gestore.

 

In ogni caso deve essere redatta sulla base del fac simile allegato al Decreto 1254/2010 e corredata dei documenti ivi indicati.

 

Come funziona

Al ricevimento della CPE l’Ufficio di Piano verifica la completezza della comunicazione nonché la presenza dei necessari allegati e, in caso di esito positivo, chiede all’ATS competente di provvedere al sopralluogo di vigilanza.

La CPE non necessita di formale atto di autorizzazione o assenso da parte dell’Ufficio di Piano.

Entro 30 giorni lavorativi dal ricevimento della CPE, tuttavia, quest’ultimo può fissare al gestore dell’UDO un termine per necessarie integrazioni della dichiarazione o dei documenti necessari. In base alla vigilanza svolta dall’ATS, inoltre, l’Ufficio di Piano può intimare l’adeguamento ai requisiti regionali ed, eventualmente, inibire l’attività.

Ultimo aggiornamento: Mon Jan 29 10:00:28 CET 2018

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