Stemma comunale

stemma comune como

Nello stemma di Como la croce è bianca e lo sfondo rosso, ad indicare il fatto che nel medioevo la città era ghibellina, cioè fedele all’impero; la stessa croce, a colori inversi (croce rossa su fondo bianco), si trova negli stemmi delle città guelfe, come Milano.

La più antica fonte scritta dello stemma di Como si trova nel poema della guerra decennale (1118-1127) tra Milano e Como, composto da un anonimo comasco dell’epoca: la bandiera di Como è descritta come “rubra signa” (segno rosso), lasciando sottinteso “cum cruce alba” (con croce bianca).

La sua più antica rappresentazione è del secolo XV ed è contenuta nello stemmario manoscritto della Biblioteca Trivulziana di Milano (codice n°1390).

Lo stemma di Como venne riconosciuto ufficialmente per la prima volta dal Governo austriaco, il 9 novembre 1819 e nel 1861 venne collocato nella nuova sala della camera dei Deputati in Torino (vedi immagine).

Fa parte anche dello stemma della Provincia di Como, riconosciuto nel 1925.

Lo stemma attuale è stato riconosciuto con decreto del Capo del Governo il 17 aprile 1936.

 

Il motto “Libertas”

La testimonianza più antica risale al 1619: lo storico comasco Francesco Ballarini, nel “Compendio delle croniche di Como”, riferisce che i comaschi “scrivevano già nel mezzo (dello stendardo comunale) il motto Libertas”.

Questo motto sarebbe collegato alla liberazione di Como dalla tirannide di Milano, per opera di Federico Barbarossa.

Il motto fu omesso quando Como fu sotto il dominio dei Visconti e riapparve quando la città si autoproclamò repubblica; di nuovo scomparve sotto il governo spagnolo, per riapparire col recupero della libertà nel 1859.

Nel 1863 Cesare Cantù sottolinea che il motto è parte essenziale dello stemma di Como, permettendo di distinguerlo da quello dello Stato.

La parola “Libertas” è scritta in senso discendente da sinistra a destra nel quarto inferiore alla destra di chi guarda. Lo stemma col motto “Libertas” si può osservare anche sulla bandiera comunale, conservata nel Municipio di Como che fu tessuta e donata al Comune di Como dalle donne comasche nel 1859, subito dopo la liberazione della Città operata da Garibaldi.

 

La curvatura

È un elemento antico dello stemma e Cesare Cantù lo riscontrò anche nella raffigurazione dello stemma di Como contenuta in un messale di rito patriarchino. Questa curvatura caratteristica si trova anche nello stemma miniato in un volume manoscritto del secolo XVII in possesso della Biblioteca Comunale e sul frontespizio del primo volume degli “Annali sacri di Como” (1663) di P. L. Tatti.

 

I fregi

Nel tempo lo stemma comunale fu contornato da fregi di diverso tipo. In un primo tempo vennero ustati ornamenti di natura floreale (fronde di alloro e di quercia), mentre sotto il governo austriaco apparvero decorazioni di carattere metallico (oro): la sostituzione sarebbe avvenuta allo scopo di evitare che insieme col bianco della croce e il rosso dello sfondo, si componesse nello stemma il tricolore nazionale.

 

La corona

La corona appare per la prima volta nel 1680, raffigurata nella pianta topografica di Como in un’opera di V. Coronelli. E’ una corona feudale: un cerchio decorato da gemme e sormontato da otto punte (di cui cinque visibili), con perle alla sommità. Una forma simile si trova negli stemmi di Como riportati sui manifesti municipali del 1796 e nel periodo del Regno Italico.

Il 9 novembre 1819, Francesco I d’Austria riconosceva a Como il titolo di “Città regia”: da allora la corona (a 5 punte e tempestata di gemme) entra ufficialmente nello stemma. Nella versione entrata in vigore nel 1859, dopo la liberazione di Como, la corona è cimata da sei fioroni d’oro (tre visibili) sostenuti da punte e alternati da quattro perle (due visibili) sostenute da punte; il cerchio è decorato con gemme romboidali e sferiche alternate.

 

Lo stemma nello statuto comunale

Lo stemma comunale è descritto e disciplinato all’interno dello Statuto comunale, all’articolo 7, comma 2 e 3:

Articolo 7, comma 2

Lo stemma del Comune di Como ha la forma di uno scudo di colore rosso con orlo superiore rettilineo e orlo inferiore rotondo, aguzzo in punta. La figura araldica è una croce piena di colore argenteo. Il tutto è sormontato da una corona feudale e contornato da fregi laterali. Nel lato inferiore a destra di chi guarda è inserita la parola “Libertas”.

 

Articolo 7, comma 3

E’ fatto divieto di riprodurre lo stemma del Comune per fini politici o commerciali, salvo esplicita autorizzazione del Sindaco per motivi di interesse generale.

 

Ultimo aggiornamento: Thu Dec 22 15:27:38 CET 2016

Pagine collegate

Chiedilo all'URP