Opera tra le più limpide di Giuseppe Terragni, l'asilo Sant'Elia,
progettato nel 1935 e realizzato tra il 1936 e il 1937, mostra una stretta
analogia planimetrica e distributiva con la Casa del Fascio. Ha però una
corte aperta su un lato e si sviluppa su un unico piano, perseguendo il dettato
domestico del tema. Nel cuore del primo quartiere operaio costruito a partire
dal 1914 dalla Società Cooperativa Edificatrice, si trova circondato
dai massicci edifici e dal costone del monte Croce.
La rotazione rispetto all'asse stradale affinché gli spazi verdi, seppure
esigui, godessero del migliore orientamento eliotermico, e ancora: l'atrio-spazio
gioco, le aule ombreggiate e, nel complesso, il tema della scuola all'aria aperta,
includono la struttura entro lo schema dell'edilizia didattica del Movimento
Moderno. La scala, che dalla piccola corte sale alla copertura, e l'ambientazione
in un'area di residenza operaia, allora appena urbanizzata, assimilano quest'opera
alla scuola all'aria aperta di Duiker ad Amsterdam. Terragni, tenendo sempre
presenti le esigenze del ciclo formativo, prestò attenzione a tutti gli
aspetti spaziali: dai tagli di luce verticali e orizzontali, che lasciano scoprire
simultaneamente l'interno e l'esterno dell'edificio, fino ai suoi arredi, la
cui linea rimane tra le più belle del design moderno.
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Facciata |
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Cortile interno |
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Accesso secondario |
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