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Il Novecento

   
 

Con l'avvento del nuovo secolo, la raccolta dei bozzoli mostrò chiari segni di declino a causa del contrarsi complessivo dell'industria stessa che toccò la torcitura e, in misura minore, la filatura e la tessitura. Anche se nel 1910 il mercato italiano era ancora al primo posto e sorpassava di molte lunghezze Lione, le forze regionali dell'economia incominciavano a dirigersi altrove.
Il paese emerse lentamente dalla crisi dl 1907. L'imminente guerra impresse slancio alle industrie belliche e anche il settore tessile trovò sbocchi insperati. Negli anni 1922-23 il crollo dell'allevamento del baco da seta segnò la svolta di una grande pagina della storia agraria lombarda definita poi dalla crisi mondiale del 1929. Nella provincia di Como la caduta del prezzo dei bozzoli causò la scomparsa dell'allevamento e se la filatura subì un'inversione di tendenza, le attività di torcitura e tessitura, impiegando fibre diverse, si mantennero più salde.


La progressiva modernizzazione modificò il paesaggio. A Como il rinnovo di Piazza Cavour, ricavata nel 1872 interrando il vecchio porto, rimane tra gli interventi di riqualificazione urbanistica più significativi. Ponti e viadotti risolsero l'esigenza di adattamento al traffico carreggiato delle strade di età teresiana e napoleonica; lo scavo dei grandi trafori trasformò le vie di comunicazione transalpine in arterie di traffico di rilevanza continentale.
La prima linea ferroviaria lombarda fu la Milano-Monza in direzione Como, inaugurata nel 1840, collegava in 13 chilometri il capoluogo lombardo alla regione economicamente più attiva e altresì completoria le attività svolte nel capoluogo. Altro nodo primario fu quello della stazione di Chiasso, sulla via del San Gottardo, che intorno al 1970 coprì il 29% del volume degli scambi ferroviari italiani. Per il trasporto su gomma, il tronco dell'autostrada dei laghi Lainate-Como, entrò in esercizio nel 1925. Tali e altri rapidi mutamenti socio-economici furono assimilati nell'elaborazione di un pensiero laico comense.
Nel 1892 Luigi Massuero fondò il quotidiano "La Provincia", la cui impostazione laica suscitò le critiche dell'"Ordine". Si stava sviluppando intanto una forte coscienza socialista. Nel 1895 nacque il Partito Socialista Italiano, e anche il mondo industriale stava muovendosi per opporre le proprie esigenze a quelle delle maestranze. La condizione operaia incominciava ad avere un peso politico, i tentativi conciliatori di Giolitti rimandarono gli esiti più estremi al biennio 1919-20. A Como, come ovunque, furono anni di scioperi e di occupazioni cui gli imprenditori allarmati si opposero con la forza impiegando i cosiddetti squadristi. Il dibattito politico si accese sugli organi di stampa in un botta e risposta tra il cattolico lecchese "Il Resegone" e il socialista "Il lavoratore comasco". In questa situazione giocò un ruolo drammatico l'aumento dei prezzi, al suo apice nel 1922, anno in cui a Como il costo della vita risultò più elevato che nelle altre città italiane. Nello stesso periodo veniva istituito il Gran Consiglio del Fascismo.
Produttori, filandieri, torcitori e commercianti della seta confluivano non solo nelle file socialiste, ma anche nelle organizzazioni cattoliche. A Como il movimento fascista fu costituito nel 1920 e alla sua penetrazione invano si opposero minatori e mulinari di Introbio e Cortabio. Nel 1940 in tutta la zona lariana, si accese la lotta partigiana. Al 25 aprile 1945, il passaggio dei poteri dal governo fascista a quello del CLN conseguì nel maggio la ricomparsa dopo 19 anni, del settimanale socialista "Il lavoratore comasco". Agli inizi di maggio aveva esordito il settimanale "Disfida", del partito d'azione provinciale, subito in polemica con il periodico satirico "La rana", giudicato qualunquista mentre, per un certo periodo, i liberali della città si appoggiarono al "Popolo comasco". Nella seconda metà del novecento la tiratura dei giornali si ridusse. A Como c'erano "la Provincia" e "L'Ordine", a Lecco "Il Resegone" e "Il Giornale di Lecco".


Sempre a Como, ma tempo prima, nel 1927, in onore di Alessandro Volta suo cittadino e personalità significativa per il progresso scientifico, in coincidenza con il centenario della sua morte, venne eretto il Tempio voltiano. Il disegno era di Federico Frigerio destinato a conservare il materiale appartenuto al celebre fisico. Sempre di Frigerio sono il palazzo Plinius, un'opera eclettica di fine ottocento con funzione di grande albergo, e il progetto per il cinema-teatro Politeama di Como, del 1910.


La Pinacoteca comunale, nel seicentesco Palazzo Volpi, si articola in tre sezioni: scultura alto medioevale e romanica, pittura del trecento e del settecento e, in fine, arte moderna e contemporanea. Vi si trovano sculture e dipinti degli astrattisti del Gruppo Como e disegni dell'architetto Sant'Elia, ispiratore dell'avanguardia futurista. Il Monumento ai caduti e l'asilo d'infanzia, su suoi disegni, ne rispecchiano l'ottica europea ed europeista: monumentale e classica pur nel suo deciso orientamento verso la modernità.


Proprio nel razionalismo di Sant'Elia e in quello del Terragni, la città ha i suoi rappresentanti più recenti e più noti. Terragni, la cui opera trasse ispirazione dal Movimento Moderno e da Le Corbusier, partecipe del cosiddetto "Gruppo 7" che dal 1926 impiantò in Italia la cultura del razionalismo, concretizzata nella sua casa, detta Transatlantico.

Sul funzionalismo di stampo classico si impianta Casa del Fascio di Como. Un edificio civile, perciò in teoria svincolato da fini di rappresentanza, aveva però destinata la parte destra della facciata, priva di aperture, a ospitare pannelli metallici con foto in bianco e nero che magnificavano il regime. Terragni anche pittore e amico di Sironi, Funi e Carrà, espose alla II Mostra del Novecento italiano a Milano: significativa fu la sua influenza sui pittori non figurativi quali il caposcuola dell'astrattismo comasco Manlio Rho, e Mario Radice.

 
 

storia25Tempio Voltiano.

 
 

storia26Novocomum.

 
 

storia27Mario Radice, Composizione, C.F. 123 B 1934.

R.P.P. (Responsabile Procedimento di Pubblicazione): Dott. Marco Fumagalli fumagalli.marco@comune.como.it