COMPARTO SANT’ANNA
Il riuso di una parte di città
nel rispetto dell’ambiente e della storicità dell’impianto

foto archivio: inserimento fotografico “monoblocco”
La cittadella sanitaria. Il nuovo quartiere. Il ricettivo di eccellenza.
Negli anni ’20, la necessità di dare una nuova sede all’Ospedale Sant’Anna, ospitato all’epoca in un fabbricato di via Cadorna, in prossimità della città murata (oggi sede del Conservatorio musicale), fece cadere la scelta dell’area da destinare all’edificazione della nuova struttura (attuale sede di via Napoleona) su un ambito posto a cerniera tra la città “costruita” e l’allora “periferia in espansione”, adatto per la realizzazione di un elemento morfologico “forte”, quale il nuovo ospedale cittadino, di sutura fra il centro abitato e la periferia.
Questa localizzazione ha mantenuto tale ruolo di cerniera e consentirà, oggi come allora, di generare opportunità che sinergicamente gestite, permetteranno di riqualificare e valorizzare una zona urbana ben più ampia di quella in argomento, ovvero unitamente alla soluzione di problematiche urbanistico-territoriali e infrastrutturali, sostanzieranno un organico ridisegno della città.
La struttura dell’Azienda Ospedaliera S. Anna sorge alla base delle pendici del versante sud del Monte Baradello ed è localizzata tra il nucleo storico della Basilica di San Carpoforo ed il vecchio borgo di Camerlata, lungo il tracciato della vecchia strada Regina, a diretto contatto con il Parco Regionale della Spina Verde.

Veduta aerea del comparto negli anni ’30 (foto d’archivio)
L’impianto originario degli anni ’30, ancora ben leggibile nel caratteristico disegno “a ventaglio”, ha subito negli anni modifiche e alterazioni volte all’adeguamento tecnologico-funzionale delle strutture.
Data alla fine degli anni ’70 l’edificazione, in luogo della chiesa del complesso ospedaliero, del corpo centrale denominato “monoblocco”, che ha modificato e caratterizzato la percezione e la lettura dell’intero complesso.

Veduta odierna del complesso ospedaliero
La nuova struttura ospedaliera realizzata in località “Tre Camini-Lazzago”, nell’ambito del processo di riorganizzazione della rete ospedaliera regionale previsto dal Piano Socio Sanitario Regionale 2002-2004, consente di pianificare la riqualificazione complessiva della struttura di Camerlata.
La valenza strategica dell’area per la definizione del futuro assetto urbanistico della città si può riassumere nelle seguenti caratteristiche:
a) la posizione baricentrica rispetto al territorio comunale, in corrispondenza della giunzione fisico-morfologica ed urbanistica tra convalle ed espansioni periferiche (tessuto storico ottocentesco/primi novecento e sviluppo edilizio della seconda metà ‘900);
b) il configurarsi quale ideale porta di accesso alla convalle e contestuale fondale delle direttrici di penetrazione da Milano e Varese;
c) la stretta relazione con il Parco Regionale della Spina Verde;
d) il candidarsi quale localizzazione privilegiata per la realizzazione della cosiddetta “Cittadella sanitaria”, in virtù dell’alta accessibilità garantita all’utenza e in particolare alla consistente popolazione anziana residente nel Comune, destinata ad ulteriore incremento secondo le proiezioni statistiche sia a livello nazionale che a livello locale.
Tali valutazioni hanno portato alla scelta di dividere l’ambito dell’Ospedale Sant’Anna in due distinti comparti, l’uno con prevalenti funzioni residenziali e turistico-ricettive (comparto GB Grassi), l’altro con funzioni residenziali,
terziarie, commerciali, pubbliche e/o di interesse pubblico (comparto Sant’Anna).
Quest’ultimo, in particolare, ha assunto la denominazione di Zona Speciale e vede al suo interno l’accostamento di funzioni pubbliche e private - tra cui la Cittadella Sanitaria (ASL, Ospedale S. Anna) - in un mix funzionale capace di valorizzare l’impianto distributivo originario e la vocazione polifunzionale e strategica dell’area. Le strutture pubbliche, inoltre, potranno contare sull’importante dotazione di parcheggi costituita dall’Autosilo Val Mulini (600 posti auto) già in esercizio.
1) il mantenimento e recupero degli edifici appartenenti al complesso originario e del monoblocco;
2) la demolizione degli elementi superfetativi e tecnologici;
3) la sostituzione dei rimanenti fabbricati ritenuti incoerenti e/o di scarso valore simbolico-architettonico.
Il monoblocco, pur sovrapponendosi all’impianto originario, ha assunto indubbiamente valore simbolico all’interno dell’ambito, in quanto elemento identificativo del complesso ospedaliero negli ultimi trent’anni.
La struttura appare inoltre in buono stato di conservazione e la tipologia architettonica consente di operare gli interventi necessari per insediarvi le destinazioni funzionali previste dalla Cittadella Sanitaria.
Si è pertanto ritenuto opportuno prevedere il recupero del monoblocco, con l’eliminazione degli elementi superfetativi e un restyling dei fronti dell’edificio, da rimodulare in rapporto dialettico con la presenza monumentale della Basilica di San Carpoforo.
I nuovi edifici, previsti in adiacenza al complesso di San Carpoforo e sul retro di via Colonna, dovranno essere distribuiti in modo da seguire l’andamento morfologico del terreno, riprendendo e ricomponendo allineamenti che caratterizzano l’abitato storico e nel rispetto del verde circostante. I nuovi edifici con destinazioni pubbliche si dovranno invece integrare in chiave moderna con le palazzine esistenti prospicienti via Napoleona, in modo da costituire due nuove importanti attestazioni.
L’edificio oggi adibito a pronto soccorso verrà demolito per lasciare posto ad un’ampia piazza pubblica, collegata da un sistema di percorsi pedonali e connessioni ad uso dei residenti a regime di “moderazione del traffico”, con l’obiettivo di rafforzare i caratteri identitari del luogo e costruire lo spazio delle relazioni proprio di un quartiere urbano.
A tal fine si prevede la tutela del patrimonio verde esistente che connota gli spazi aperti dell’impianto originario o, in alternativa, la sola rigorosa salvaguardia di quest’ultimo, cui si affiancheranno interventi di riqualificazione delle aree interessate da interventi di sostituzione, ricercando un continuum con la piazza pubblica e gli spazi pedonali.
I parcheggi privati dovranno di conseguenza essere localizzati in autorimesse interrate in corrispondenza degli edifici di nuova realizzazione, e, in subordine, realizzati in luogo degli edifici previsti in demolizione o degli spazi liberi utilizzando il naturale dislivello del terreno.
Il comparto sarà infine interessato da una nuova viabilità principale di attraversamento del quartiere, che collegherà le vie Teresa Rimoldi e S. Carpoforo a via Colonna, oltre ad una strada residenziale di servizio e per l’accesso agli edifici posti nella porzione nord del comparto, a ridosso del Parco Spina Verde.